



Sopra e a destra due esempi della vasta decorazione del chiostro di Sant'Orso ad Aosta.
Sotto, tre immagini dalla chiesa di San Lorenzo di Montiglio




Parlano con pietra e luce
le facciate e i capitelli
del Medioevo piemontese
Sopra e a lato due capitelli della chiesa di San Secondo di Cortazzone, sempre nel Monferrato, uno dei capolavori scultorei del Medioevo piemontese.
Il tema - interessante come tutte le testimonianze artistiche del Medioevo - viene da una vasta campagna di studio e documentazione intrapresa a livello regionale qualche anno or sono con Mario Ghirardi, giornalista e scrittore, e Marco Vitali, ingegnere, iniziativa di cui ho curato la parte iconografica.
Accanto ad alcuni esterni significativi fanno parte di questo lavoro i capitelli figurati di circa metà XII sec.
Sirene, mostri, allegorie, personaggi e scene bibliche sono infatti presenti nell’apparato scultoreo di edifici come Sant'Orso di Aosta, San Secondo di Cortazzone e San Lorenzo di Montiglio nel Monferrato cui si riferiscono questa immagini.
La sirena specialmente in quanto mostro ibrido uomo-animale ha la funzione di "mostrare" ma soprattutto di ammonire, mettendo in guardia contro la tentazione. La coda di pesce nel Medioevo si sdoppiava in modo da poterle tenere bene aperte, aiutandosi con le mani come si vede nelle immagini, per esibirsi impudicamente.
Senza pretese storiche né artistiche ho realizzato queste immagini con piacere utilizzando - secondo la mia predilezione - una luce di taglio adatta a dare risalto ai rilievi e alle superfici scolpite.

A destra il campanile di Sant'Orso ad Aosta con accanto l'edificio tardoquattrocentesco del Priorato.
Sotto il complesso di Sant'Antonio di Ranverso, all'imbocco della Valle di Susa