PUNTI DI RIFERIMENTO

CHE RIDEFINISCONO

LO SPAZIO DELLA CITTA’


“I grattacieli sono come punti di riferimento che segnano la città” ebbe a dire in una recente inter-vista Gillo Dorfles. Sono in effetti presenze forti che orientano lo sguardo, ristrutturano la percezio-ne del tessuto urbano, ricalcolano gli spazi: come moderni campanili, forse. Se è vero che l’aggiunta di un elemento (il grattacielo) modifica la percezione dello spazio creando rapporti diversi, ho cercato qui di lavorare sulle immagini “diverse” scaturite da questi nuovi rapporti e sull’armonia delle nuove proporzioni tra gli elementi.

Provate a togliere il grattacielo dalle fotografie e vederete come cambia lo spazio e il rapporto tra gli elementi che rimangono, diventando più “brutte” perchè l’armonia che le reggeva si è spezzata. Questo perchè ho  fatto le fotografie  uti-lizzando e rimarcando i nuovi rapporti tra le parti del paesaggio inserendoli adeguatamente nel-l’inquadratura.

Un’operazione del genere l’ha fatta nel Giappone tra il ‘700 e l‘800 Hokusai con la sua raccolta di xilografie “Cento vedute del monte Fuji”.  Qui la montagna-simbolo viene raffigurata da diversi punti di vista e distanze, sempre contestualizzata nel paesaggio (edifici, vegetazione) sovente popolato da personaggi vari. Ma questo paesaggio, nel modo in cui si presenta, non è che una creazione del monte stesso che con la sua presenza stabilisce le proporzioni e la misura dello spazio.










La mostra in corso  /  PAROLE DI CARTA, RUGGINE E COLORE   /
LA MOSTRA  /  LE VEDUTE DEL GRATTACIELO
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Caffè Fiurin, corso Vittorio Emanuele II 68bis/A, Torino - Fino al 31 luglio 2018