La mostra in corso  /  PAROLE DI CARTA, RUGGINE E COLORE   /

Scavando nel caos la materia parla

Il titolo è un apocrifo ispirato alla poesia di Neruda e al-lude alla matericità che è filo conduttore della mostra, an-che se la materia è rimasta sui suoi supporti (muri, porto-ni, lamiere ondulate dei can-tieri, cassette postali).

La propongo nell’ambito del mio vasto e originario proget-to Consueto Inconsueto di cui segue la filosofia.

La chiave di volta di questo lavoro rimane infatti la ricer-ca di inquadrature che sele-zionino - all’interno di un insieme spesso caotico - pic-cole porzioni di visibile che riconosco istintivamente come dotate di ritmo compositivo, armonia, dialogo di linee e colori. Trovare ordine nel caos resta il presupposto fon-dante, secondo i principi enunciati da Robert Adams.

A differenza del graffito a bomboletta che non sempre m’ispira, nei miei lavori insisto sulle qualità materiche e sulle trasformazioni della materia. Per me il tempo (metereologi-co e cronologico insieme) è l’elemento fondamentale per-chè si ottengano le mutazioni che mi interessano.  A me spetta di riconoscerle e accer-tarne la forma più espressiva.

Così si declina questa varian-te del Consueto Inconsueto che con Le città visibili è uno dei miei marchi di fabbrica.

Anche tra loro ci sono forti punti di contatto (ad esempio il fatto che trovare immagini come queste in ambienti poco modificati dall’uomo è prati-camente impossibile) e soprat-tutto perchè sempre si tratta di riconoscere, mettere in for-ma e comunicare una visibili-tà, sia di insieme sia di detta-glio. Che è l’operazione fondante della fotografia.

                                    G.V.


www.fotomostretorino.it

Caffè Fiurin, corso Vittorio Emanuele II 68bis/A, Torino. Fino a fine luglio

LA MOSTRA  / PAROLE DI CARTA, RUGGINE E COLORE
HOME.html
HOMEHOME.html